Ciao a tutti e ben ritrovati su L’Entusiastitica!

Oggi lancio la nuova rubrica Like and Dislike, ovvero una trattazione breve e sintetica (lo giuro) delle mie ultime letture, senza alcuna pretesa di esaustività.

Nell’ultimo mese ho letto storie molto diverse tra loro, alcune mi hanno profondamente appassionata, altre mi hanno (purtroppo) lasciato un po’ delusa.

Ma bando alle ciance, ed ecco i Like e Dislike di questo mese!

“Diciottovoltevirgolatre” di Stefano Simeone (BAO Publishing)
diciottovolteIl terzo libro di Stefano Simeone, che ha esordito nel 2013 con Tunuè, mi è piaciuto moltissimo: l’autore ci racconta la storia di Francesca e delle volte in cui si è innamorata lungo tutto l’arco della sua vita. Francesca è una di quelle donne di cui le altre donne pensano “Ha tutto, di cosa si lamenta?”. Lungo il romanzo assistiamo allo scorrere ciclico della sua vita, al passaggio dall’adolescenza all’età adulta e, infine, alla vecchiaia. Ho amato particolarmente questo libro perchè vi ho trovato ciò che non sempre si trova nei romanzi grafici: la complessità propria della forma romanzo. E poi i disegni e soprattutto i colori di Simeone lasciano davvero senza fiato. Un graphic novel da recuperare assolutamente, se non l’avete letto. Può essere anche un ottimo inizio per chi non ha mai letto fumetti (anche se forse alcuni passaggi sono un po’ ostici, ma viva la complessità!)

Voto 10/10

“Enciclopedia della donna – aggiornamento” di Valeria Parrella (Einaudi)

enciclopedia

Quello di Valeria Parrella è un libro che parte con le migliori intenzioni ma che, secondo me, si perde dal punto di vista concettuale. L’espediente da cui parte la narrazione sta nella volontà da parte di Amanda, la voce narrante nonchè protagonista del libro, di aggiungere una nuova voce alla storica Enciclopedia della Donna che usciva in fascicoli per Fabbri Editore e rappresentava la summa di ciò che una donna doveva sapere per poter sposare un uomo. Cosa manca? La fica, ovviamente. E il sesso. Lo stile della Parrella è davvero notevole, infatti sono curiosa di leggere le sue opere precedenti, ma il libro mi ha lasciata un po’ delusa in quanto sembra scritto da un uomo. Il femminismo è bello ma diventa maschilismo quando si crede che una donna, per potersi dire emancipata, debba ragionare come un uomo. Amanda, una cinquantenne divorziata e con figli, racconta delle sue avventure sessuali mostrando come anche il gentilsesso possa scopare per il puro e semplice piacere di farlo. Nulla di sbagliato, per carità, ma io continuo a credere che uomini e donne non siano uguali, e che assumere atteggiamenti maschili per raggiungere la parità vuol dire aver perso in partenza ed essere doppiamente maschiliste. Fermo restando che nel libro ci sono delle trovate stilistiche e contenutistiche geniali, la mia è una valutazione più “di concetto” che “di contenuto”.

Voto: 4/10 

“Vita” di Simone Prisco (Douglas Edizioni)

vita

Nato per rispondere a un’esigenza, ovvero quella di elaborare “ex ante” la scomparsa di un familiare, questo racconto a fumetti è una delle storie più toccanti che abbia letto. Strano a credersi, se si pensa che questa è la prima opera di Simone Prisco, artista che probabilmente non avrebbe mai pensato di approdare al fumetto, eppure usa magistralmente le tecniche sequenziali e compenetra molto bene il testo con le immagini. In sessantotto pagine l’autore ci racconta la storia di sua nonna e quella della sua famiglia, aprendo il proprio cuore e facendoci immergere in una narrazione totale, che racconta il quotidiano senza pretese di eccezionalità, ma che diventa eccezionale proprio in virtù della sensibilità dell’autore e della potenza del disegno. Unica pecca, il lettering, che purtroppo è troppo sottile e un po’ intralcia la lettura, ma a un autore esordiente (che adesso è alla sua terza pubblicazione) e a una casa editrice piccola come Douglas questo errore può essere perdonato.

Voto: 8/10

Qui potete leggere la mia intervista a Simone Prisco per il blog di ALT!

“Conversazione di ombre nella Villa dei Papiri” di MAX (COMICON Edizioni)

maxFrancesc Capdevila, meglio conosciuto come Max, è un fumettista originario delle Baleari che quest’anno è stato ospite del NapoliCOMICON con una mostra al Museo Archeologico Virtuale di Ercolano. Essendo un’appassionata di storia e cultura antica non potevo non leggere “Conversazione di ombre”, il suo fumetto edito in Italia da COMICON Edizioni. La vicenda a cui assistiamo è un dialogo tra il giovane Gracco e l’anziano Filodemo, entrambi epicurei, che si trovano all’interno della Villa dei Papiri di Ercolano; la storia si svolge tutta qualche minuto prima dell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C.. Gracco è preoccupato per la nuvola nera che avvolge il vulcano da giorni, ma Filodemo quasi prende in giro il giovane straniero, rispondendo alle sue preoccupazioni con una serie di opinioni di stampo epicureo, fin quando entrambi non si rendono conto della imminente eruzione e corrono all’interno della Villa per salvare proprio gli scritti del maestro Epicuro. A margine del volume ci sono due celeberrime lettere: quella di Plinio il Giovane a Tacito circa l’eruzione del Vesuvio, e quella di Epicuro a Meneceo, una delle pochissime testimonianze a noi pervenute della filosofia epicurea. A parte alcune tavole davvero belle – come la doppia splash page dell’eruzione del Vesuvio – sia i testi che i disegni mi hanno lasciato un po’ perplessa. L’esordio, poi, è davvero didascalico, quasi teatrale, da lettrice mi sono sentita leggermente presa in giro. Se consideriamo però che l’autore è delle Baleari – e che quindi è estremamente lontano dal nostro territorio – ma che comunque ha deciso di scrivere una storia su Ercolano e sull’eruzione del Vesuvio, e se teniamo conto che data la tematica questo è un libro coraggioso (quante copie ha venduto, secondo voi?), gli si possono perdonare alcuni errori. In definitiva una lettura carina per chi è appassionato di cultura classica, assolutamente risparmiabile per tutti gli altri.

Voto: 6/10

“L’isola” di Fabio Visintin (‘round midnight edizioni)

l'isolaLungi dall’essere un semplicistico adattamento a fumetti di una delle opere teatrali più belle che esistano – nonchè una delle prime opere “tragicomiche” della storia della letteratura teatrale (nel senso che comincia male e finisce bene, rispetto alle normali tragedie), l’Isola di Fabio Visintin racconta la storia di Prospero attraverso i libri che l’autore immagina facciano parte della biblioteca del protagonista. La bellissima prefazione di Laura Scarpa offre una bella chiave di lettura della storia e ci parla del valore della citazione, che nell’opera di Visintin non è mai nascosta ma sempre palesata. I disegni, un fitto nero e bianco (e l’inversione dei termini non è casuale), sono assolutamente bellissimi. Nell’attesa di ricevere la copia dell’Odissea (un progetto di crowdfunding di Visintin cui ho contribuito quasi due anni fa, e che sarà sicuramente mozzafiato), posso dire che questa lettura mi ha colpita molto. Unica pecca: l’avrei voluto più lungo, meno “suggestivo” e leggermente più “narrativo”. Ma comunque una bellissima scoperta! Se volete recuperare il volume, lo trovate al 50% di sconto sul sito dell’editore.

Voto: 9/10

“Malloy – Gabelliere Spaziale”  di Marco Taddei e Simone Angelini (Panini 9L)

malloyDistopia, demenzialità ed epistemologia: è possibile coniugare questi tre elementi? Evidentemente sì, perchè Malloy è un po’ di queste tre cose, ma è anche molto altro. Complice la corposità del volume e la verbosità della sceneggiatura, la storia non si fa bere tutta d’un fiato ma necessita che il lettore si prenda delle pause, e quindi, alleluia, avete speso venti euro per ben più di mezz’ora di lettura (cosa buona e giusta quando si parla di fumetti, secondo me). Malloy è un gabelliere spaziale fedelissimo al suo imperatore su un pianeta post-apocalittico in cui domina un regime totalitario. Incaricato di recarsi sulla Terra a riscuotere delle tasse arretrate, Malloy scoprirà che l’ultimo Paradiso della Democrazia nella galassia è in realtà molto lontano dall’idea che se ne era fatto. Avventura dopo avventura, Malloy si incamminerà in un percorso che porta al perchè delle cose: la storia narrata è cangiante, evolve velocemente da un viaggio avventuroso a un’analisi del nostro mondo fino ad arrivare a una disquisizione sulla natura e sul libero arbitrio. Fortunatamente il fumetto è molto meno palloso di come traspare dalla mia descrizione: si ride un sacco, e le tavole colorate e psichedeliche incuriosiscono il lettore e lo spronano a leggere ancora un’altra pagina. Forse, però, Malloy è un libro da rileggere per essere compreso per bene, e credo che questo sia tanto un punto di forza quanto di debolezza: non sempre è tutto chiaro, logico e concatenato. Ad ogni modo, in un panorama di storielle lineari e sceme, bisogna rendere agli autori il merito di aver scelto una storia difficile da raccontare. Quindi, last but not the least, anche Malloy si becca il massimo dei voti.

Voto: 10/10

 

Spero che questo post non mi abbia annoiato e che abbiate letto qualcuno di questi libri, in modo tale da poterci confrontare.

Un abbraccio entusiastitico,

la Simo e il suo computer-stufetta (mamma mia che caldo)

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Un pensiero riguardo “Like and dislike: le letture del mese

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